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Giardino roccioso.

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Il giardino roccioso è d'obbligo per chi come me abita in una zona rocciosa per eccellenza, con grandi pietre carsiche bianche che affiorano dal terreno. Ed infatti è stata la prima cosa che abbiamo realizzato appena acquistata la casa. Spinti anche dalla necessità di trovare un alloggiamento alle tante pietre che "avanzavano" dopo aver dissodato il terreno. Come realizzarlo? Non è difficile: si posizionano i sassi in modo da creare piccole aiuolette, si aggiunge terra tra un sasso e l'altro, e infine si piantano i fiori, possibilmente perenni e tappezzanti. Ecco la difficoltà maggiore sta proprio nella scelta dei fiori adatti. Infatti nel corso di 10 anni ho rimpiazzato e spostato un sacco di piantine, senza mai trovare la giusta combinazione che mi soddisfacesse appieno, o meglio, che soddisfacesse il mio gusto estetico di abbinamento di colori, che si combinassero i giusti tempi di fioritura, e che si contenesse l'esuberanza eccessiva di certe tappezzanti....

Bulbi insoliti.

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Muscari azzurro chiaro. Qualche anno fa' visitai, proprio in questa stagione,  un giardino stupendo in Olanda chiamato non a caso " Hortus bulborum ". Nel link (in inglese) potete trovare tutte le informazioni, compresi gli orari di entrata. Se capitate nei Paesi Bassi vi consiglio di dedicare mezza giornata a questo luogo perché merita davvero. Nel sito si possono vedere le foto. Molte ne ho scattate anche io, ma non le metto perché lo scopo del post è un altro. Dopo la visita dell'Orto, che si fa' velocemente perché non è grandissimo, benché fitto di fiori, è doverosa una sosta nella casetta che ospita il bar, i servizi, e un minimarket di bulbi. Qui ho acquistato alcune bustine di piccoli e insoliti bulbetti. Come il muscari azzurro chiaro, e altri che poi ho piantato qua e la' in giardino. Forse qualcuno è sparito, morto, o mangiato dagli insetti, ma qualcun altro, anche ora a distanza di anni, rifiorisce e si è anche moltiplicato. Si tratta di fi...

Il risveglio dal letargo.

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 "Ca' ven la pasqua quand che la voeja che la gaba la buta la feuja" . Un detto vercellese che ricordo, ma non so bene come scrivere, mi perdoneranno i piemontesi, recita che la Pasqua può venire quando vuole, ma il salice (o il pioppo) avranno già le foglie.. E quest'anno non ci avrei scommesso, fino ad una settimana fa' c'erano ancora residui di neve gelata sulle primule appena spuntate. Però sono bastati pochi giorni di tepore e di botto la natura è esplosa! Gli antichi proverbi contadini hanno sempre un fondo di verità. Il pruno selvatico del vicino che sporge i suoi rami nel mio giardino è il primo albero a fiorire quassù. Ed eccolo pronto a festeggiare la Pasqua, con i suoi rami fitti di fiorellini candidi. Negli angoli più riparati e soleggiati del giardino si aprono timidamente primule, narcisetti, muscari e giacinti. Inoltre le viole del pensiero che ho piantato quest'autunno, e resistono bene al freddo inverno, adesso sono in piena fio...

Piante difficili (Parte 1°).

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Difficile perchè? Bisogna innanzitutto chiarire il concetto di facile o difficile. Può essere facilissimo coltivare agrumi in Sicilia e molto complicato coltivare stelle alpine in terre aride.  Quindi poiché questo blog è scritto da una dilettante per amanti inesperti, e soprattutto è scritto sulla base di esperienze personali, parlerò della difficoltà di coltivare piante acidofile in un terreno carsico, piante tropicali in climi rigidi, e in generale di fiori con necessità particolari, e bisognosi di attenzioni, ovvero di piante difficili per me. Camelia japonica La Camelia Japonica  ad esempio è una mia croce-delizia.  Amo moltissimo i suoi fiori con i petali disposti armonicamente in modo concentrico, e i colori dal rosa tenero, al rosso ciclamino, e vado matta per le corolle screziate. Ma la fioritura è molto precoce, quindi nei climi ad inverno rigido e ventoso (come Trieste), potreste avere difficoltà a vedere una bella e piena fioritura, come quella ch...

Oggi potiamo le rose.

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Sia che si tratti di rose inglesi o ibridi di Tea, che siano a siepe, ad alberello, a cespuglio, è giunta l'ora delle potature. Tutte le rose per avere una forma corretta e una fioritura abbondante richiedono potature regolari. Qualcuno preferisce farlo in autunno, ma l'epoca migliore è quella precedente la ripresa vegetativa, che a seconda delle latitudini va da febbraio fino al 20 marzo, non oltre. Comunque non si deve mai potare in periodi di freddo intenso. Prepariamo gli attrezzi: forbici da giardiniere o cesoie ben affilate. Niente seghe o decespugliatori! Osserviamo bene le nostre rose e calcoliamo con un'occhiata quale forma vogliamo che assumano, e quale altezza massima dovranno (o potranno) raggiungere. Questa valutazione preliminare ad occhio dell'insieme, può darci un'indicazione generale. Passiamo quindi a valutare uno per uno i rosai. Essendo ancora spogli possiamo vedere bene i rami,dobbiamo distinguere i rami vecchi, i principali, i nuovi,...

Semine annuali.

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In una gelida giornata di febbraio, con bora a 140 Km/h, appare piuttosto fuori luogo parlare di semine. E per tali non intendo certo quelle da fare in campo aperto, tipo l'orto qui rappresentato, dove per seminare è meglio aspettare almeno aprile. Perciò parliamo di semine al coperto. Poiché le settimane passano in fretta e tra un mesetto inizierà la primavera, intanto possiamo cominciare ad organizzarci, magari acquistare semi e attrezzature, così tamponiamo anche  la noia di stare tappati in casa.  Quali semi acquistare? Per rispondere a questa domanda bisogna sapere cosa vogliamo ottenere e per quale luogo. Posso dare delle indicazioni generiche, ad esempio se avete solo un terrazzo e volete una bella cascata di gerani, non occorre seminare, comprate le piante in un vivaio e amen. Se invece volete cimentarvi e arricchire di fiori particolari il balcone o il davanzale, le scelte sono ampie, dalle classiche petunie, anche ricadenti, alle viole, fino ai garofanini da bo...

Eche che?

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Sistemata in un vasetto sul balcone o sul davanzale, oppure in un cesto appeso, in posizione soleggiata, produce fiori in estate, ma è decorativa anche senza fiori, può stare all'aperto nei climi mediterranei, sopporta periodi di siccità, non richiede quasi nessuna cura, come si chiama questa pianta ideale? Echeveria. Nome davvero strano dovuto al botanico messicano  Atanasio Echeverrìa , e ciò fa capire che le sue origini sono proprio in Messico.  Però questa succulenta si è adattata benissimo anche qui da noi.  Ha la forma di rosetta carnosa molto accattivante, ne esistono tantissime varietà con le foglie a colori diversi, dal grigio azzurro, al violetto, al verde intenso, fino ad un bel rosso brillante. Se decidete di dedicarvi a questa pianta potete farlo anche disponendo di poco spazio e di poco tempo, con grandi soddisfazioni. Di solito le dimensioni non superano i 5-6 cm, ma ve ne sono anche di più piccole. Ponendole in un vasetto ridotto manterranno propor...